Tan Go, the Beauty Fan Magazine nasce come House Magazine della Sportarredo, per dare una voce al leader di mercato nel settore dell'abbronzatura, dell'estetica e della cosmetica professionale. Ma non è mera pubblicità, anzi. La rivista, che conta una tiratura di oltre 20.000 copie, si è già affermata tra le più autorevoli del settore ed è diventata punto di riferimento di migliaia di operatori.
Il segreto? E' redatta con cura, con una grafica pulita ma affascinante, e informa per davvero dando quei contenuti tecnici che servono per lavorare meglio. Non solo. E' interessante, elegante e piacevole nella lettura. Oltre agli articoli tecnici, affronta le mode del momento, aggiorna sul trend del costume e della moda e fornisce sempre una opinione fuori dal coro o un dibattito tra rappresentanti di due punti di vista.
Quattro numeri all'anno e un inserto tecnico in ogni numero per dare sempre più servizi, più informazioni e qualche nota di leggerezza che non fa mai male.
E io? In copertina c'è scritto Direttore Responsabile ed effettivamente sono responsabile dei contenuti in quanto giornalista iscritto all'Ordine. Quanto al "direttore", beh, sono una forma di direttore molto inusuale. Ho scadenze e non le do. Prendo ordini e non li do. E consegno sempre i pezzi all'ultimo giorno. Però poi faccio le pulci al menabò o mi invento all'ultimo momento una pagina da inserire, perchè alla fine bisogna sempre cambiare qualcosa e far impazzire la redazione e i grafici. Per non parlare del "Coordinamento Editoriale", che è prossimo all'esaurimento nervoso, specie quando si litiga su un editoriale...
Tutto questo però produce un risultato strabiliante e una rivista che fa parlare, ma soprattutto si fa leggere.
La prima volta in prima pagina con un pezzo "firmato". Pensavo solo di dover fare un intervista e poi, come era già successo qualche volta in passato, passarla a qualcuno dei redattori come materiale da inserire in un pezzo di cronaca... e invece al mio rientro in sede mi dicono: "Fai tu il pezzo, domani va in prima accanto alla cronaca dell'episodio". Non sarà una testata nazionale, ma è comunque una soddisfazione...
Attività editoriale
Pigiare con forza sulla tastiera e far uscire del pensiero...
Ho sempre scritto. Inizialmente molto male, tanto da prendere insufficienze nei primi temi scritti a scuola a causa di gravi lacune nella stesura del periodo (e questo ne è un esempio dal momento che manca una proposizione principale dotata di verbo alla quale legare delle subordinate). Poi ho cominciato a leggere, ad imparare e a provare. Dai temi ai racconti, alle lettere mai spedite, al pubblico. Finalmente. Due esperienze diverse e tanti errori mi hanno dato un insegnamento eccezionale. E ora mi trovo a parlarne...
Messaggero Veneto
Una redazione sportiva fatta di giovani
da timido cronista che provava un esperienza nuova, ad appassionato collaboratore
Avevo appena smesso di fare l'arbitro di calcio. Dopo sette anni a correre per i campi della regione collezionando ogni tipo di insulto concepibile dalla mente umana (non dimenticherò mai il più bello: "Arbitro, agricolo!"), mi ero stufato. Un esperienza bellissima aveva ormai dato tutti i suoi frutti e ormai mancavano gli stimoli per proseguire. Un amico, ora collega, mi disse: "Vieni con me una domenica e prova a scrivere un articolo di cronaca sportiva, magari piace e lo pubblicano". Andai. Pubblicarono. Il caporedattore Antonio Zavagno della redazione sportiva del Messaggero Veneto cercava un collaboratore nuovo e io arrivai a fagiolo. Il primo pezzo era scritto per prova e svelava la palese mancanza di esperienza di cui ero portatore. Ma non fu un problema. Mi diede due dritte, corresse due verbi ricordandomi che negli articoli il tempo verbale deve essere sempre lo stesso ("se inizi col presente finisci col presente, il passato prossimo non lo usi"), e, dopo avermi chiesto il codice fiscale mi diede appuntamento alla domenica successiva. Fu l'inizio.
Dal quel Marzo 2003 ogni domenica sarebbe stata dedicata a scrivere cronaca sportiva. Dopo sette anni dedicati al calcio, e dopo che avevo giurato di non farmi prendere altro tempo da questo sport, ero di nuovo lì, non in campo, ma fuori. E, sembra incredibile a dirsi, era tutto un altro mondo.
Dopo un paio d'anni di schiavismo, ho raggiunto i requisiti e ottenuto la tessera dell'Ordine. Contemporaneamente ho visto aumentare le mansioni, che man mano sono diventate quello che faccio tutt'ora. Pezzi di cronaca, interviste, commenti pre e post campionato, commenti tecnici e impaginazione. Il tutto finchè mi diverto, imparo e arrotondo. Poi si vedrà...
Anteprima: Editoriale N° 6 Tan GO
Care lettrici, cari lettori,
ben ritrovati sulle pagine di Tan Go. In questo numero parleremo come sempre di tutte le novità del mondo estetico e cosmetico, oltre a presentare gli ultimi solarium firmati Sportarredo e presentati al Cosmprof 2007. Un occhio di riguardo verrà dato ai cambiamenti della normativa sui solarium, che rende le apparecchiature del futuro più sicure che mai, aprendo il mondo dell’abbronzatura indoor a nuove potenzialità e a un nuovo concetto di bellezza legata al benessere.
L’evoluzione della bellezza infatti è sempre più orientata verso canoni di salute e longevità e non a caso il ritorno preponderante dell’acqua e della terra come elementi base dei trattamenti estetici ne sono una dimostrazione. Perché proprio acqua e terra? Perché questi elementi insieme rappresentano ciò che normalmente chiamiamo Madre Natura, e che è origine e destinazione della nostra ricerca di benessere. Gli antichi usavano modi diversi di esprimersi ma, attraverso le loro divinità, ricercavano come noi un modo per riunirsi fisicamente e spiritualmente alla natura. Per esempio Teteoinnan (conosciuta anche come Tozi o Toci), secondo la mitologia azteca, era la madre degli dei, la personificazione del potere della natura, dea della guarigione, e dei bagni di vapore e acqua. Ninhursag (detta anche Ki o Aruru) presso i Sumeri rappresentava la Terra, mentre An rappresentava un cielo che si credeva formato di acqua. Nel mito della creazione del mondo, vediamo che la separazione di Cielo (An) e Terra (Ki) avviene tramite l'intervento del dio Enlil, che "tira" verso di sé la Terra Ki, mentre An "tira" verso di sé il Cielo.
In seguito, la stessa dea venne rappresentata in forme diverse: come Ninmah, Signora maestosa, era la dea che plasmò gli uomini dall'argilla; come Nantu, colei che partorisce, era la dea protettrice del parto; infine, come Ninhursag, era ritenuta madre di tutte le creature viventi. Tutti i diversi attributi della dea Ninhursag/Ki sottolineano la sua natura di Madre Terra, generatrice di vita e prima divinità da adorare.
Come gli antichi anche noi oggi ci riscopriamo vicini a lei, essere materno e femminile da cui attingiamo la vita e alla quale ci rifacciamo anche nella nostra ricerca della bellezza. Con questa chiave di lettura, scoprirete nelle pagine di Tan Go come Sportarredo lega i propri prodotti all’armonia della natura per non tradire mai le aspettative di un mondo sempre più alla ricerca di Madre Natura.
Mario Bonavia
La riproduzione, anche parziale, della grafica o dei contenuti di questo sito internet è espressamente vietata a meno che non venga citata la fonte in modo esplicito e visibile e venga apposto un link al presente sito.